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Intervista uscita su PsycanProg, a cura di Valerio D'Onofrio.
Valerio D’Onofrio: E’ un grande piacere conoscervi. Devo dire che l’ascolto del vostro album d’esordio – Tuorl (2015) – mi ha davvero stupito positivamente. In particolare mi ha colpito molto l’approccio ironico e irriverente alla musica ben visibile fin dal titolo e dalla copertina. Da dove nasce questa vostra modalità di accostamento alla musica?
feat.Esserelà: Ciao! Un grande piacere anche per noi! Guarda noi suoniamo solamente perchè la nostra musica ci diverte da matti, quindi l’approccio divertito è una naturale condizione. Probabilmente può essere anche una sorta di reazione alla miriade di gruppi eccessivamente seriosi che ci sono in giro, che non si sa come ma più si prendono sul serio, più sono di scarsissima qualità!
Altra cosa sorprendente è la vostra tecnica, dove avete studiato? Potete darci qualche informazioni biografiche?
Renato: Io ho iniziato a 12 anni andando a lezione dall’Ale, la mamma del tastierista! In seguito sono andato a lezioni private prima da Alberto Simonini (dei metallarissimi Crying Steel) e poi da Luigi Pistillo. Ultimamente mi sto arrangiando da solo a perfezionare tutte le cose che ho trascurato negli anni e in questo sicuramente mi è stato da maestro “Muce” il fonico del nostro disco che mi ha bastonato parecchio prima di iniziare le registrazioni, spronandomi a migliorare.
Francesco: Io ho seguito il classico percorso del pianista che comincia entusiasta a suonare musica classica, poi realizza che non è in grado e si dedica al jazz, fallendo ancora, per poi desistere e scegliere un genere nel quale ci sia molta meno concorrenza, tipo il progrock! Gli anni di studi classici ancora un po’ si sentono, per fortuna, e questo contribuisce a non farmi cadere nella completa depressione.
Lorenzo: Io ho iniziato a suonare quando ero in prima liceo. Per la verità è stato per puro caso, dal momento che mi si chiese di provare a suonare così un pò per scherzo, e io per scherzo ci andai. Da quel momento mi sono innamorato della batteria e per diversi anni ho preso lezioni di tecnica dal maestro Marco Raimondi, qui a Bologna. Attualmente sono autodidatta, nel senso che non seguo più alcun tipo di corso da diverso tempo. Ritengo molto utile Youtube perchè ormai, se si ha la pazienza di cercare bene, si trovano video di lezioni e tutorial davvero validi per migliorare la propria tecnica.
Praticamente tutti i brani hanno una carica e una energia estremamente trascinante. Come definireste la vostra musica e di quali gruppi sentite principalmente l’influenza?
f.E.: Noi definiamo il nostro genere ProgRockJazzFusionFunkAcid, giusto per confondere le idee, di fatto direi che l’etichetta progressive rock sia comunque adatta! Ci mettiamo molto funky nei nostri pezzi, e questo li rende molto energici. Di gruppi che possiamo citare ce ne sono tanti, di solito in questi casi citiamo la carichissima colonna sonora del videogioco Virtua Tennis per non fare torto a nessuno.
Avete in programma esibizioni live nel 2015?
f.E.: Sì già quest’anno è stato ricco di live anche importanti (di spicco il Babele Prog Fest con Fabio Zuffanti e l’Omaggio a Demetrio Stratos) e per questo autunno abbiamo parecchie date già fissate. La maggior parte in locali a Bologna ma il più importante e il più atteso sarà sicuramente l’apertura ai Deus ex Machina alla Casa di Alex a Milano il 17 Ottobre. Stiamo inoltre cercando qualche data all’estero, perché pare che in Germania e Francia ci sia molto più orecchio riguardo al nostro genere!
Che musica ascoltate più spesso? Sia internazionale che italiana
Renato: io non ho mai smesso di ascoltare i Led Zeppelin, stessa cosa vale per i Mars Volta che però ho conosciuto più tardi. Poi molto Zappa, soprattutto quello degli anni 70 con George Duke, e altri gruppi più recenti come Adebisi Shank e Tera Melos. Sarebbe poi ingiusto non citare il fascino che Rihanna esercita su di me. Di italiano sicuramente gli Area, Accordo dei Contrari e Deus ex Machina.
Francesco: nutro una profonda reverenza nei confronti dei Gentle Giant e dei Jethro Tull, anche se ad album alterni. Per tirarmela dico di apprezzare molto Shostakovich, Mussorgsky e Bollani. Per essere realista, Clem Sacco e i Califfi.
Lorenzo: diciamo che come gusti musicali spazio molto (cosa che non è sempre detto sia un bene!). Dagli Area ai Muse, dagli U2 agli Snarky Puppy, dai Deus Ex Machina ai Coldplay, passando anche dal jazz… Un dramma voi direte. Beh forse un pò. In linea coi gusti del chitarrista infine, cito anch’io i Tera Melos e i Mars Volta.
Avete rapporti professionali o di amicizia con gruppi italiani?
f.E.: Abbiamo buonissimi rapporti con i validi gruppi emergenti della nostra zona (Bologna), non necessariamente che suonano il nostro stesso genere. Invece tra gruppi più noti siamo recentemente venuti in contatto con gli Accordo dei Contrari e i Deus Ex Machina, che poi sono due tra i nostri gruppi italiani preferiti in assoluto come già detto. Infine siamo in ottimi rapporti con gli Homunculus Res, che meritano davvero e che ci piacciono assai e con i quali condividiamo l’approccio alla musica. Sarebbe molto bello in futuro collaborare anche in studio con questi gruppi!
Che programmi avete per il futuro?
f.E.: Per ora ne abbiamo parecchi, il più imminente è l’uscita del video di un concerto dal vivo al Teatro Guardassoni di Bologna. Poi più a lungo termine faremo uscire la sonorizzazione scritta da noi per un film muto di Charlie Chaplin intitolato “Charlot soldato”, e ancora più a lungo termine organizzeremo una serata con un’orchestra sinfonica. Nel frattempo cerchiamo di suonare il più possibile, e stiamo provando ad organizzare un piccolo tour all’estero. Poi ci sono mille altre idee, ma si vedrà!
La Pettegola di Pinewood (alias Meltea Keller) ci intervista nel suo torrido salotto: certamente le domande più hot dell'estate, oltre che sottotitolate in inglese! (7 luglio 2015).

Intervista uscita su Hamelin Prog, a cura di Alex Ruggi.
HP: I feat.Esserelà ospiti della rubrica “L’artista racconta”. Un saluto a Francesco, Renato e Lorenzo! La redazione di HamelinProg.com vi ringrazia per aver accolto il nostro invito.
feat.Esserelà: Grazie a voi! Per noi è davvero un piacere poter essere qua (e non là)!
HP: Il nome della band nasce dall’inglese featuring, ossia collaborare, suonare con l’Esserelà, il fantoccio che è la fonte d’ispirazione della band, nonché “frontman”, autore dei testi più introspettivi ed esperto conoscitore di musica bosniaca contemporanea. Prima di addentrarci nel mondo dei feat.Esserelà in quanto trio, vi va di presentarci il vostro “boss”? Come nasce la “collaborazione”?
f.E.: La storia è andata così: noi tre ci conosciamo da una vita, e abbiamo sempre suonato in svariati progetti, ma mai come trio. Per questo motivo, nel 2009 abbiamo deciso di mettere su un trio strumentale, dal momento che nessuno dei tre cantava, per vedere dove ciò avrebbe potuto portarci. Veniamo ora all’Esserelà. L’Esserelà (che è un manichino di ben 40 anni) ha sempre vissuto nella cantina del tastierista, dove ogni settimana facciamo le prove. Una volta, entrando, lo abbiamo notato imbucato in un angolo, e il batterista ha esclamato: “Ma che cosa è quell’essere là?” Da lì, potete capire, la situazione è degenerata!
“Ma è bellissimo, chiamiamolo Esserelà!”
“Ma scusate, se fosse il nostro leader indiscusso dal momento che non abbiamo un frontman?”
“E’ fatta! Ci chiameremo i feat.Esserelà, e grazie a lui diventeremo gli idoli indiscussi della musica techno paraguayana!”
Da quel momento i feat.Esserelà son diventati quattro, con gioia ed entusiasmo quasi da teenager impazziti.
HP: Definite la vostra musica ProgRockJazzFusionFunkAcid (e noi, come detto nella recensione, aggiungiamo anche una spruzzata di RIO) e, ascoltando con attenzione il vostro album, si riescono a rintracciare tutte le caratteristiche. Come si arriva a suonare ProgRockJazzFusionFunkAcid-RIO? Quali sono le influenze chi vi hanno “formato” (sia come studio sia come ascolti)?
f.E.: La definizione del genere, come forse si può leggermente intravedere, è posta in maniera abbastanza ironica, ma è stato davvero l’unico modo per permetterci di identificare ciò che suoniamo. Non riuscendo bene ad individuarne l’ambito, ed essendo troppo stupidi per dire che suoniamo “solo” progressive rock strumentale, abbiamo voluto fare un collage di tutti i generi che a nostro avviso avrebbero potuto inserirsi ed essere riconosciuti nei nostri brani.
Le influenze che hanno fatto sì che i feat.Esserelà arrivassero a suonare ciò che suonano sono molteplici. Il tastierista ha una formazione prettamente classica/jazz, il chitarrista è, come si può dire, più sanguigno, alla Frank Zappa, da assoli strappamutande, mentre il batterista, dopo diversi anni di lezione di tecnica, ha preferito continuare come autodidatta.
Non smetteremo mai di benedire il giorno in cui per caso il batterista e il chitarrista ascoltarono la colonna sonora di Virtua Tennis, un vecchio videogame, di tennis (appunto). Da quel momento si sono esaltati e la loro testa si è “aperta”: hanno iniziato a pensare in ottica di strumentale e tempi dispari. Riconosciamo che la cosa sia un po’ assurda, ma la storia è vera, chiedete al nostro avvocato.
Nei nostri brani si riconoscono sicuramente influenze derivanti da molteplici gruppi e generi, come ad esempio gli Area, i King Crimson, i Genesis, i Mars Volta, Stefano Bollani, Claude Debussy e la Dave Matthews Band, come anche scritto sotto forma di ringraziamento sul retro del nostro disco.
HP: Lo scorso febbraio è uscito il vostro debut album “Tuorl”. Nella nostra analisi l’abbiamo definito un concentrato di energia, divertimento e “follia” che denota un’emancipazione sonora davvero notevole. Vi va di presentarlo a chi fa la vostra conoscenza per la prima volta leggendo l’intervista?
f.E.: Con piacere! “Tuorl” (grazioso gioco di parole, in quanto “album”…) è nato davvero in molto tempo, sia perché non siamo tre persone prettamente organizzate, sia e soprattutto perché siamo lenti e (stupidamente) perfezionisti quando si tratta di musica. La registrazione è avvenuta tutta in due intensissimi giorni, il 6 e il 7 gennaio 2013. Successivamente, avendo noi conosciuto ed essendoci affidati ad un fonico e produttore bosniaco, Mustafa Cengic, detto MuCe, siamo finiti, nell’estate dello stesso anno, a mixare il tutto a Sarajevo (sì, molto comodo). È stata davvero un’esperienza spettacolare, non vediamo l’ora di tornarci: stiamo infatti scrivendo della roba orribile a caso giusto per arrivare ad avere 11 nuove tracce e poter tornare là a mixare un altro disco. “Tuorl” è uscito a febbraio del 2015, quindi è ancora, se così si può dire, appena nato. È un album al quale siamo molto legati, perché essendo il nostro primo lavoro in studio, comprende ovviamente anche due primissimi brani che hanno inizialmente abbozzato il batterista e il chitarrista, ed è bello vedere come essi si siano evoluti negli anni e come riescano ad integrarsi con strutture e temi più recenti e forse leggermente più ponderati. Per questo si può dire che “Tuorl” sia un misto di generi e colori che riteniamo siano interessanti da accostare, combinare e far convivere. Il disco sta andando molto bene e siamo davvero sorpresi di quanta gente ci stia contattando, per farci suonare, complimentarci, insultarci o per sapere dove acquistarlo. Abbiamo scoperto addirittura che ci sono siti in Giappone con delle recensioni clamorose, “leggermente konatsu” (?).
HP: Una delle prime cose che colpisce osservando la confezione di “Tuorl”, oltre alla simpatica cover, è la presenza di titoli “strani” i quali, di primo acchito, lasciano pensare ad un’analogia con band quali Elio e le Storie Tese o Skiantos, fino a scoprire che il lato “surreale” dei feat.Esserelà non comprende anche dei testi. Chi è il “pazzo” che sceglie tali titoli e qual è (se c’è) il nesso titolo-brano?
f.E.: Non c’è sempre un vero e proprio nesso tra titolo e brano, anche se a volte capita. Suonando esclusivamente musica strumentale, dove possiamo esprimere tutta la nostra stupidità repressa, dal momento che non è possibile riversarla sui testi delle canzoni, se non nei titoli?
Anche se sicuramente non sembrerà, ogni titolo ha, almeno per noi, un significato ben preciso. Si va da un qualcosa che ci è accaduto in passato e che vogliamo ricordare (vedere ad esempio “il nostro batterista ha un buco nella gamba”: ebbene sì, è successo davvero), al titolo composto da parole assolutamente casuali ma che inizialmente, durante la composizione del brano, erano per noi fondamentali poiché cantandole ci saremmo ricordati la metrica della sua parte conclusiva, che proprio non ci entrava in testa (“Stichituffelpa rampa esserelà tum perugià”). Oltre a ciò, come farsi mancare titoli politicamente impegnati? /°\ \°/ /°\ \°/ /°\ \°/, che altro non è che la rappresentazione grafica delle mani che schiaffeggiano ripetutamente le guance, ne è un esempio lampante.
HP: E collegandoci alla domanda precedente: perché musica strumentale?
f.E.: Come già accennato in precedenza, facciamo musica strumentale più che altro “per forza”, dal momento che volevamo mettere su un gruppo composto solo da noi tre, e nessuno sa cantare (anche se il tastierista vi dirà che lui canta bene, come no)! Ma siamo comunque aperti ad eventuali collaborazioni!
HP: Nei vostri brani nulla sembra lasciato al caso (idee, suoni, ecc.) e in più frangenti ci si dimentica di essere di fronte ad un trio. Come nasce un brano dei feat.Esserelà e come avviene la scelta di determinati suoni e/o soluzioni? Suonare in tre rende il tutto più “semplice”?
f.E.: Il fatto di conoscerci da una vita ci ha aiutato molto. Ciò fa sì che ci sia il massimo rispetto reciproco e che soprattutto ci si riesca ad intendere immediatamente in ogni occasione, anche con un semplice sguardo. Questa è una cosa che penso non accada a tutti. Con queste premesse, certo, suonare in tre rende tutto più semplice, ma aggiungerei suonare “noi tre”.
I brani nascono generalmente partendo da un’idea portata da uno di noi (Esserelà compreso. Anzi, spesso è sempre lui che inizia). Successivamente, sempre e rigorosamente tutti assieme, la si elabora, la si evolve e scompone, unendola ad altri giri e melodie, cercando sempre di scegliere la via più particolare e spesso ostica, dal momento che se per noi non è una sfida, che gusto c’è? E poi, forse, questo è davvero l’unico modo di crescere, musicalmente parlando (ma non solo).
HP: L’album, uscito per la Joe Frassino Records, è distribuito dalla Lizard Records, una delle etichette più attive sul fronte progressivo in Italia. Come nasce la collaborazione con l’etichetta di Loris Furlan?
f.E.: La collaborazione con la Lizard e con il grande Loris, che non finiremo mai di ringraziare, nasce in maniera abbastanza classica, nel senso che la abbiamo contattata noi per sapere se fossero interessati al nostro disco, e Loris ci ha detto: “Ma certo!”. Da lì è stato amore.
HP: Siete molto attivi sul fronte live. Cosa ci si deve (o non ci si deve) aspettare da uno spettacolo dei feat.Esserelà?
f.E.: Pazzia, divertimento e, forse, novità. Non avendo un cantante, o comunque canzoni con testo, dobbiamo fare in modo che le persone possano sentirsi coinvolte e si possano appassionare ugualmente a quello che verrà loro proposto. Per questo motivo, tra un pezzo e l’altro, cerchiamo sempre di dire qualche parola, che sia di introduzione al brano successivo, o semplicemente che serva da intermezzo piacevole in modo da rilassare un attimo il livello di attenzione. Per il resto noi tre ci divertiamo molto sul palco, ma non mancano momenti nei quali la concentrazione è a livelli molto alti, basti guardare la meravigliosa espressione facciale del batterista con la lingua di fuori. Notiamo con stupore che le persone rimangono piacevolmente sorprese e che si divertono molto ascoltandoci, forse anche perché suoniamo una musica abbastanza “rara” e inusuale da ascoltare oggi. Questo crediamo rappresenti spesso (ma non sempre, ovviamente) un vantaggio per noi.
Se verrete ad un nostro live però, non aspettatevi di assistere ad uno spettacolo adornato da ballerine nude, fuochi d’artificio e musicisti scatenati sul palco. Oltre ad avere seri problemi di budget, non siamo ancora in grado di suonare e nello stesso tempo agitarci come degli scoppiati. Ma ci stiamo lavorando.
HP: Ci sono novità che riguardano il vostro futuro che vi va di anticipare? Dovremo attendere molto per il secondo album o qualcosa bolle già in pentola?
f.E.: Abbiamo composto nuovi pezzi e altri sono in cantiere. Certamente pubblicheremo un secondo album. Chissà quando, ma direi proprio che tutti e tre vorremo al più presto rivivere le soddisfazioni e il divertimento che ci ha regalato la registrazione e la produzione del primo disco.
A parte questo, abbiamo altri progetti che prenderanno presto vita, come il rilascio del DVD di un concerto che abbiamo fatto ad aprile 2015 in un teatro qui a Bologna (teatro Guardassoni), la sonorizzazione sia di un film muto di Chaplin (Charlot soldato, 1919) sia di un documentario sponsorizzato dall’Emilia Romagna sulle televisioni degli anni ’70 e ’80 della Regione, o l’apertura il 17 ottobre del primo concerto, dopo ben otto anni, dei Deus Ex Machina a Milano. Oltre a ciò se tutto andrà bene, più avanti, dopo aver scritto e composto il tutto, faremo una serie di collaborazioni live assieme ad un’orchestra sinfonica.
Altri progetti bollono in pentola, per conoscerli tutti fate un giro sul nostro sito!
HP: Vi ringraziamo per la bella chiacchierata e, come siamo soliti fare, vi chiediamo un consiglio spassionato per noi della redazione di HamelinProg.com
f.E.: Entrare nel mondo del prog per noi è stata un’autentica rivelazione, non immaginavamo ci potesse essere un pubblico così interessato e appassionato a ciò che facciamo e questo è certamente anche merito di chi il prog lo fa conoscere e lo sostiene. Quindi che dirvi se non di continuare così, che ce n’è davvero bisogno!

Intervista uscita su Arlequins, nella quale, per la prima volta, alle domande di Francesco Inglima risponde direttamente l'Esserelà!
Squillino le trombe! Rullino i tamburi! In situazioni come queste c’è poco da fare i modesti.
Questa volta Arlequins ha realizzato uno scoop davvero esclusivo, grazie ad un’intervista che nessuno ha mai osato concepire in tutta la storia della musica.
Possiamo anche non gongolare per il fatto che è la prima intervista ufficiale dell’Esserelà, front-man della bravissima band bolognese feat. Esserelà che, con il loro disco d’esordio “Tuorl”, ha realizzato uno dei debutti prog più interessanti degli ultimi anni. Tuttavia dobbiamo vantarci spudoratamente di essere stati i primi ad intervistare ad un manichino (ebbene questo è l’Esserelà) e soprattutto di essere stati i primi ad aver realizzato un’intervista telepatica.
Per questo motivo non possiamo non ringraziare gli altri componenti della band che hanno interpretato le onde cerebrali dell'Esserelà, altrimenti muto.
Ringraziandola cortesemente della disponibilità concessami, inizierei col chiederle gentilmente di presentarsi ai nostri lettori: chi è l’Esserelà? Qual è il suo ruolo all’interno della band?
Mi presento, son un Essere
che di storie ne ha da tessere:
giaccio in fondo a una cantina,
di anni ne ho una quarantina,
fondo tutta l'esperienza
sull'intrinseca demenza
che di certo si confà
a chi resta sempre là.
Sono il capo e l'ideatore
delle musiche l'autore,
scrivo testi introspettivi
e passaggi proibitivi,
quindi affido tutto al trio,
ché di braccia non ne ho io,
per trasmettere nel mondo
il mio ego assai profondo.
Grazie per la presentazione; adesso, giusto per completezza, mi può presentare anche quei tre ragazzotti che suonano con lei? Con che criterio li ha scelti?
Ve li dico in alfabetico
ché mi sembra ben più etico:
primo ecco il tastierista,
ingegner non strutturista,
il cui nome è Cesco Ciampo,
pur fa il basso senza scampo;
segue a ruota il gran chitarro
vien da ambiente un po' tamarro,
ma il metallo ha abbandonato
io lo chiamo “buon Renato”;
giunge infine Lolli Muggia,
batterista, mai s'appoggia,
benché un poco ipocondriaco,
il suo suono è afrodisiaco.
Il criterio è inesistente,
io cercavo della gente:
giunti son alla mia porta,
io di testi avevo scorta.
Quindi io li musicai
ed al trio poi l'insegnai:
ecco il feat. che me li suona
ed il prog di nuovo tuona!
Per quel che ne so io, lei è il primo manichino front-man di una band. Come mai questa scelta inusuale? E’ stato vittima di discriminazioni dovute alla sua “diversità”? Cosa si sente di consigliare a tutti i manichini che vorranno intraprendere la stessa sua strada?
Non è scelta inusuale,
per noi credo sia normale:
io sentii cantare Renna
ed è un suono che scotenna.
Molto dura è questa strada,
la consiglio a chi non bada
alle discriminazioni,
alle critiche e avversioni.
Molti front-man mi hanno detto:
“Canti male, sei un inetto!”
Non dovete dargli retta,
testa bassa, fino in vetta:
miei compagni manichini,
trionferemo sui cretini!
Quanto l’ha soddisfatta un disco come “Tuorl”?
“Tuorl” di certo mi ha persuaso,
più l'ascolto più mi gaso.
Come nascono titoli di brani, talmente idioti che solo una mente superiore potrebbe concepirli, come “/°\ \°/ /°\ \°/ /°\ \°/” , “Stichituffelpa Rampa Esserelà Tum Perugià”, “Don't Leave Your Dinosauri At Home” o anche lo stesso titolo dell’album “Tuorl”?
Certo son complessi assai,
credo io non potrei mai
far dei titoli scontati
con dei pezzi sì intricati!
Primo brano è un disegnino
rappresenta un omarino
che le guance si colpisce
ed un suon si percepisce
(ai concerti lo facciamo
ma chissà se mai vedremo
in tv un annunciatore
che lo faccia con orrore!)
Il secondo par diarrea,
ma è un'onomatopea
che pronunci sul finale
per un tempo niente male.
Terzo brano è buon avviso,
non dev'esser mai deriso:
tal messaggio fu filmato
su youtube è ben spiegato.
Per concluder la questione,
vorrei fare un paragone:
molti “album” sono simili,
nel pop, poi, indefinibili.
Ma se altro vuoi mangiare,
un bel “Tuorl” ti devi fare!
Come mai ha scelto di essere accompagnato da un trio senza il basso? Una necessità o una scelta voluta e ponderata?
L'ho cercato con perizia,
mai nessuno che mi sfizia.
Dunque ho preso il tastierista
e la sua mano sinistra:
ogni tanto è in paranoia,
ma per me è una grande gioia!
In “Tuorl” vengono citati come riferimenti la Dave Matthews Band, Stefano Bollani e Debussy. Devo essere sincero che faccio fatica a trovare un nesso convincente. E’ un tentativo di sviare l’ascoltatore o c’è dietro qualcosa di più?
La Dave Matthews fu citata,
con perizia inusitata,
nella quinta mia canzone,
psichedelico viaggione!
Il Bollani in quella dopo
vien ripreso con lo scopo
di omaggiare un grande artista
se c'è plagio fu un svista.
Debussy citiamo in forse,
ai concerti c'è chi corse
trafelato e poi ci chiese:
“hai citato quel francese!”
Noi davvero non sappiamo,
ma nel dubbio, ringraziamo,
ché il citar fu involontario
in quel brano così vario.
Pensa che la sua musica si possa adattare in futuro anche a dei brani cantati?
È così anche attualmente
sono io il gran cantante!
Ma cantare è assai complesso
se quel ritmo cambia spesso
è per questo che per ora
la canzon non fu canora.
Lei dichiara che il genere della sua musica è ProgRockJazzFusionFunkAcid e più o meno queste componenti si sentono tutte. Le varie componenti sono scritte in ordine di quanto siano presenti nella sua musica?
Questa sua interpretazione
frutto è di un'intuizione
che in effetti mai mi posi,
ma che assai sembra si sposi!
Dell'idea io La ringrazio,
or la metto nel web-spazio!
Semplificando possiamo dire che “Tuorl” sia un disco prog ma, a differenza di molti altri dischi prog, trasmette molta energia e una gran voglia di divertirsi. Lei pensa che la troppa serietà e un certo snobismo possa essere uno dei limite della scena prog attuale?
Io lo penso fermamente:
è per questo che la gente
sempre meno il prog ascolta,
credo sia meno coinvolta.
Questo gruppo è assai giocondo,
ma riflette nel profondo
l'unico comandamento
che ci ispira ogni momento:
“Musicista progressivo,
sii tu sempre creativo,
mai ti prenderai sul serio,
altrimenti è il putiferio!”
Il mio gruppo ha recepito,
e col nome mi han colpito:
grande segno di umiltà
è chiamarsi Esserelà!
A settembre aprirete il concerto del ritorno di una band storica del prog bolognese, italiano e mondiale quali i Deus Ex Machina. Essendo concittadini che tipo di legame tu e il gruppo che ti accompagna avete con loro? Che importanza hanno avuto per voi?
Il cantante dei Machìna
ha un negozio di strumenti:
siamo andati stamattina
e ne uscimmo assai gaudenti!
Detto ciò, li amiamo assai,
sono bravi e buongustai,
loro suoni sopraffini
li sentiamo a noi affini.
Condividere è un onore
il loro amplificatore,
a Milano a far casotto
ci divertiremo un botto!
Questa collaborazione
è di gran soddisfazione,
noi speriamo che in futuro
sia un legame duraturo.
Che musica ascolta l’Esserelà?
Un po' di tutto, in verità
(anche i feat.Esserelà!),
ma se devo esser maniaco,
direi forse punk bosniaco.
Poi non posso tralasciare
delle sonorità rare
su youtube le trovi gratis
son le sigla in Virtua Tennis!
Penso che lei sia il primo caso di sex-symbol all’interno del panorama prog italiano. Cosa si prova ad essere considerato tale? Pensa che questo possa far passare in secondo piano le sue qualità come artista?
Questa intrinseca beltà,
tipica di Esserelà,
è normale complemento
del mio artistico tormento.
Sono sexy, questo è certo,
ma lo showbiz io diserto,
perché è vero che son figo,
ma io all'arte non transigo!
Che farà da grande l’Esserelà?
Sono anziano, e tu lo sai!
Quarant'anni ora ho ormai,
e mi urge per il viso
una plastica al sorriso.
Per il resto ho dei progetti,
con orchestre, film, balletti,
ma di certo non vi svelo
tutto quanto a bruciapelo!
Se volete io vi aggiorno,
col mio sito dove sforno
cose idiote in quantità
(cambio metrica altrimenti non ci sta):
ecco dunque dove clicchi per l'albom,
esserela.ilbello.com.

Intervista realizzata il 19 giugno presso i vicoli dietro Santo Stefano a Bologna, densi di pennuti chiassosi, e quindi andata in onda su Radio Fujiko (103.1), durante la 31esima puntata di Absolute Beginners
Intervista a 2/3 dei feat. Esserelà a SONDAinONDA a cura del grande Andrea Tinti, Modena, 25 giugno 2015.

Intervista da parte di Athos Enrile per il sito Mat2020, 20 aprile 2015.
Come nascono e come si evolvono musicalmente i feat.Esserelà?
Siamo nati con l'intento di fare la musica che più ci esaltava, ma solo per noi stessi, e di non suonare mai davanti ad un pubblico. All'inizio i primi brani erano solo chitarra e batteria e non c'era neanche la consapevolezza che da questi sarebbe nato un gruppo, con l'arrivo casuale del tastierista. Poi capitò che ad un festival ci fosse bisogno di una band per riempire il cartellone e così, presi dall'entusiasmo, decidemmo di tentare. Visto la risposta del pubblico, capimmo che la fama era dietro l'angolo. Da quel giorno abbiamo cominciato a suonare il più possibile e, con alle spalle un repertorio più ampio e l'incontro con una rock star bosniaca, abbiamo registrato il primo album, Tuorl, uscito a febbraio 2015, dopo più di due anni di lavoro.
Avete punti di riferimento assoluti, artisti che vi hanno influenzato in modo determinante?
La nostra grande ispirazione è la colonna sonora di Virtua Tennis, più che altro per le atmosfere, visto che il nostro stile è certamente differente, molto meno heavy metal. Tendenzialmente veniamo dal rock e dal funky più che dal prog, che abbiamo scoperto in tempi più recenti perché la gente ci riconduceva spesso a questo genere. I gruppi più ascoltati sono i Led Zeppelin, i Mars Volta, Zappa, i Gentle Giants e ultimamente un gruppo americano fuori di testa che si chiama Tera Melos. Ovviamente l'artista di riferimento cardine è comunque l'Esserelà.
Vi definite band prog strumentale: mi date una definizione di “prog” applicato alla vostra musica?
In effetti noi non ci sentiamo molto prog, anche perché sono passai quarant'anni da quello vero e proprio, e volutamente cerchiamo di essere diversi dai gruppi prog tradizionali. Il genere non è morto, se lo si continua a pensare nel suo significato originale, quello della progressione ed evoluzione musicale, del non darsi regole di struttura, di ritmica, di sonorità, ma continuare a sperimentare sempre e seguire ogni buona intuizione, qualsiasi essa sia.
Qual è il motivo della formazione a tre: esigenza funzionale alle vostre idee musicali o semplice feeling tra le persone giuste?
Direi assolutamente feeling tra persone giuste. L'idea è stata quella di fare un gruppo noi tre, perché amici da sempre e consapevoli che potevamo avere lo stesso obiettivo. A quel punto le idee musicali sono state funzionali alla formazione.
La vostra musica è strumentale: non pensate che la voce, al di là della possibilità di regalare concetti e pensieri, sia essa stessa uno strumento da utilizzare, tra l’altro l’unico “vivo”?
No, non pensiamo che sia l'unico strumento “vivo”. Sicuramente è uno degli strumenti più espressivi, ma è solo uno dei tanti strumenti che non sono (ancora) entrati nella nostra musica. Non l'abbiamo utilizzato perché i nostri pezzi sono pensati con tanti cambi ritmici e con gli strumenti molto in primo piano quindi la voce risulterebbe eccessiva. Detto ciò non è escluso che in futuro collaboreremo con qualche cantante, ma, data l'importanza della voce nel caratterizzare un gruppo, solo se ne troveremo uno che sia in linea col nostro stile.
E’ appena uscito il vostro album di debutto “Tuorl”, per JFR e la Lizard Records: da dove arriva la “profonda ispirazione dell’Esserelà”?
L'Esserelà è il nostro vero leader, un fantoccio inquietante che si trova nella cantina dove proviamo ed è sempre presente a ogni nostra esibizione al centro del palco. Autore dei testi più introspettivi, noi siamo dei suoi umili collaboratori (da cui feat. o featuring) per dare meno importanza ai musicisti e più alla musica.
Ogni album, strumentale o no, presenta un filo sottile che lega l’intera produzione: possiamo trovare concettualità in “Tuorl”?
No, non c'è un legame tra un brano e l'altro e neppure li abbiamo presentati in ordine cronologico di composizione. In realtà abbiamo cercato di rendere il disco più eterogeneo possibile anche nelle sonorità, anche se per forza di cose il nostro modo di comporre i brani è riconoscibile in tutto il disco.
Come si comportano i feat.Esserelà...dal vivo?
Malissimo, nel senso che non siamo molto scenici, anzi per niente. Abbiamo l'illusione che conti solo la musica e non la performance scenica. E poi il palco è tutto per le gestualità e la mimica dell'Esserelà.
Progetti e sogni futuri… con i piedi per terra?
Abbiamo molti concerti in programma, anche se ovviamente non sono mai abbastanza. In particolare tra una decina di giorni suoneremo in un bellissimo teatro dove riprenderemo audio e video. Abbiamo poi in programma una sonorizzazione di un film muto di Chaplin, e ci esibiremo alla Festa della Musica di Modena a Giugno suonando la nostra musica sopra il film proiettato. Inoltre stiamo gettando le basi per collaborazioni molto allargate, forse anche con un'orchestra sinfonica. Sogni futuri ne abbiamo anche troppi, ma nessuno coi piedi per terra, quindi vedremo!

Intervista su TraKs, 16 marzo 2015.
Come nasce il vostro gruppo?
Il gruppo nasce fondamentalmente perché ci conosciamo da sempre e abbiamo iniziato a suonare insieme anche se in diversi gruppi inizialmente.
La storia è anche più lunga nel senso che io andavo a lezione di chitarra dalla mamma del tastierista, mentre col batterista un volta l’ho portato in una saletta e gli ho detto di suonare la batteria e così ha iniziato per davvero! Comunque volevamo fare un gruppo noi tre.
Io e il batterista avevamo buttato lì un paio di pezzi interessanti e poi abbiamo coinvolto il tastierista perché sapevamo che poteva gasarsi. Infatti si è gasato e via!
Inizialmente non volevamo neanche fare concerti ma suonare solo per noi. Poi a un festival mi avevano contattato per suonare con un altro gruppo che però non era disponibile, quindi abbiamo tentato con il trio e visto l’entusiasmo del pubblico abbiamo continuato a fare concerti
Il vostro album sembra figlio di un grande affiatamento ma anche di una certa libertà di improvvisare: quali sono state le modalità di lavorazione?
Tendenzialmente qualcuno porta un’idea e ci si lavora tutti quanti, come è giusto che sia e con tutti i lunghi dibattiti del caso. Quindi si lavora in sala prove, avendo la fortuna di provare a gratis in cantina possiamo perdere tempo per due ore su un ogni passaggio senza problemi!
Parliamo dei titoli: ore di brainstorming o la prima cosa che vi viene in mente?
Generalmente i titoli si rifanno a esperienze di vita vissuta! Oppure per alcuni ci piace più dare un’idea “onomatopeica”. per una migliore comprensione puoi consultare qui.
Mi ha colpito in particolare “No ( )”: come nasce il brano?
Il brano è una rapsodia, quindi nasce con il tentativo di fare una rapsodia appunto. contiene (perfino!) un breve citazione di Stefano Bollani nella parte finale.
Dite di suonare “ProgRockJazzFusionFunkAcid”. Ma che cosa ascoltate per piacere personale?
La nostra grande ispirazione è la colonna sonora di Virtua Tennis! poi ascoltiamo varie cose, in particolare rock dai Led Zeppelin agli Area. Io sono un grande fan di Zappa e dei Mars Volta, il tastierista dei Gentle Giant e il batterista di Antonacci...
A quanto si legge, avete un certo gusto per i travestimenti durante i concerti (se ce l’avete anche nella vostra vita privata, non voglio saperlo). Che cosa si deve aspettare chi vi viene a vedere dal vivo?
Eh eh in realtà è capitato che ci travestissimo, ma non è proprio una peculiarità dei nostri concerti. Ora che mi ci fai pensare ultimamente non lo facciamo più...non so se sia un bene o un male.