
Sto guardando un film a casa quando improvvisamente squilla il telefono. Mi risponde quell'esaltato del batterista.
Ohi, Cesco! Ti disturbo?Io non lo so cosa succeda alle volte a Lolli, però quando ha di queste uscite a caso, lo amo tantissimo.
A diversi giorni dall'accaduto, riportiamo il resoconto dell'allegra serata del 30 aprile.
Tutto cominciò con un Renna: "Oh, cioè, vez, ci hanno chiesto di suonare!"
Ciampo&Lolli: "yeah! Ci stiamo!"
Renna: "Sarebbe al Futurshow Station..."
Ciampo&Lolli: "YEAH! CI STIAMO!"
Renna: "non pagati, ovviamente..."
Ciampo&Lolli: "YEAH! CI STIAMO!"
Chiariti i termini dell'ingaggio (no soldi, no parcheggio, oltretutto col nome sbagliato nel volantino...) i tre accettano entusiasti e caricano le rispettive macchine. Nella Ciampomachine prende posto anche quell'interessante omuncolo un po' sparuto, ma che noi amiamo tanto, di nome Esserelà. Nella Lollimachine prende posto anche quell'interessante omuncolo un po' sparuto, ma che noi amiamo tanto, di nome Renna.
Il quartetto si avvia gagliardo verso Casalecchio, talmente gagliardo che Ciampo tenta di trasmettere tutto il suo entusiasmo ad un simpatico signore residente in zona, attraverso il delicato contatto fra la Ciampomachine e il veicolo guidato dal simpatico signore, un leggiadro SUV.
La Ciampomachine, essendo composta prevalentemente di burro, si scioglie. Il leggiadro SUV, essendo composto prevalentemente di tutt'altro, ha fatto tutt'altro, ossia niente.
Il grave intoppo, oltre a gravare in termini economici in maniera sostanziale sulle finanze del tastierista del gruppo e sopratutto sulle finanze della sua famiglia, entusiasta all'idea di essersi improvvisamente ritrovata con un'automobile dal muso abbassato e priva di fanali (praticamente una Formula 1), costringe il trio a traslare gli averi del Ciampo sulla Lollimachine. Nel frattempo Lolli perde le chiavi della Lollimachine.
Intermezzo "Legge di Murphy": dove e quando si ritroveranno le chiavi? Ovviamente dopo aver svuotato l'intera automobile e, ovviamente, nel posto più normale di sempre, ossia sopra il sedile.
I quattro arrivano al concerto disfatti, in tempo per vedere i fonici che vanno a mangiare. Dei quattro, tre avrebbero bisogno di fare un soundcheck, mentre l'esserelà in realtà ha bisogno davvero di poco, perciò si rinuncia al soundcheck.
Ore di attesa...ore di attesa...ore di attesa...ore di attesa...ore di attesa...CONCERTO!
"ok, avete 15 minuti per montare gli strumenti, fare il soundcheck e suonare tutto quello che avete in scaletta!"
"...ma veramente noi dovevamo suonare tre volte tanto!"
"non mi frega nulla, i grandi capi vogliono così, quindi andate lassù e suonate...ah, è già passato un minuto!"
Con questi presupposti i Feat.Esserelà suonano tre brani ("Don't leave your dinosauri at home", "What a (tetra)pack", "No ()"), ad un tempo che in gergo puramente tecnico viene denominato "appalla".
Finito. Sorbole che sudata.Io non ti sentivo per niente. Io sentivo solo me, quindi chissà che casini ho fatto. Bom, regaz, chissenefrega, era per suonare al Futurshow. Bella, io devo scappare che c'è la morosa che mi aspetta. Ok, ok, ma la roba dove la mettiamo? Boh, intanto usciamo prima che là fuori cominci la bolgia.
Ovviamente, non siamo riusciti ad uscire prima che cominciasse la bolgia, ma se sono qui a scrivere è perché siamo riusciti ad uscire.
Ringraziamo con giuoia: gli Obagevi, perché hanno aperto il concerto con un pubblico tendente alle 20 persone e perchè suonano in 3 e ci piacciono tanto, FreddyRedd, che pure fa un genere che un po' ci schifa, ma era al suo primo concerto e ha spaccato, i Frinos, che, se possibile, hanno suonato anche meno di noi, i Drum, che siamo noi quando sbagliano a scrivere il nostro nome (e poi cosa c'entra? Feat.Esserelà...Drum...mah), le Stardust Jam, davvero stracariche, anche in pezzi assai pesi (vi giuro che "Shout" è una vita che provo a farla e continua a non avere il tiro giusto...damn) e il buon Nicola (Nicola? siamo sicuri?) che, pur non conoscendoci, si è lanciato in uno sforzo d'aiuto epico trascinandosi appresso strumenti non suoi e che ci ha regalato perle di saggezza non indifferenti.
Racconto della serata (così che tutti quei pisquani che non sono venuti causa freddo, ghiaccio, studio, pustole e altre infinite variabili, possano sapere cosa si sono persi).
Nonostante sia praticamente impossibile trovare da parcheggiare in centro e che questo abbia influito non poco sul ritardo e sul nervosismo del tastierista, il concerto è andato decisamente bene! Apriamo con "E invece veniva proprio dal tè" e "Vaf-funkintro", che riscuotono un notevole successo e ci gasano assai. A seguire il tastierista viene malauguratamente dotato di un microfono e riesce a presentare il gruppo nel modo meno furbo possibile: non solo blatera il nome del gruppo in modo che nessuno riesca a capirlo, ma si dimentica anche di fornire indirizzo internet (quindi nessuno sa come ci chiamiamo e nessuno potrà mai scoprirlo...geniale).
I pezzi si susseguono con grande giuoia, separati da demenziali intermezzi e dialoghi inutili (una voce sorge dal pubblico "Parla meno e suona di più!"...l'autore del commento, tale Matteo Scannavini, così chiamato sempre per motivi di privacy, verrà a breve linciato). Poi, momento commozione e smelensaggine! La Rapsodia "La vorremmo dedicare a tre persone in particolare senza le quali noi non saremmo qui questa sera a suonare perché ci hanno un po' ispirato in quello che facciamo. Queste persone sono tale Laura, tale Vanessa e tale chitarra di Renato"...in realtà nessuno si è commosso, però è stato divertente lo stesso!
Giunge poi il momento dell'inedita "Canguros de la Ventana", ancora da perfezionare, ma in generale piaciuta! Il concerto si conclude con "Loop o' Pool", con il pedalino di Renna protagonista assoluto, osannato dalla critica e dal favore di pubblico. Alla richiesta di un bis, i nostri si guardano stupiti e per non togliere troppo tempo al gruppo successivo, se ne vanno soddisfatti. Renna poco dopo commenterà: "Noi siamo troppo fichi da non poter fare un bis", coprendo così l'effettiva mancanza di un bis. A seguire grandioso concerto dei Melodikat, il gruppo dalla grande voce e dalle mille pedaliere che non ha smesso un istante di supportarci e con i quali saremmo ben lieti di suonare anche in futuro.
E qui sveleremo i più torbidi retroscena di un concerto da vere rockstar: cosa succede dopo una performance? Droga? Alcool? Sesso sfrenato con tutte le grupies? Orgia gigante con il pubblico tutto, fonico compreso? Trip da funghetti allucinogeni? No, molto peggio...un calzone con salsiccia e provolone simile all'arcinota Luisona...roba da farsi dei viaggi che non ne avete un'idea...